Cattiveria e crudeltà delle anime nere di tutta Italia

In questo blog potrai leggere e vedere le immagini della crudeltà e della cattiveria umana .
Da Nord a Sud, isole comprese, una passerella di azioni vergognose, criminali, inumane, un repertorio di incuria, freddezza, avidità e ruberia.
La bassezza d'animo dell'essere umano viene portata alla luce.
Tutto compiuto contro creature deboli ed indifese, senza tutela reale e spesso ridotte senza dignità.
Quando decidi di andare in vacanza, scegli il tuo luogo di villeggiatura anche con questo parametro :
chi abita in questo posto ?

Abbandono : condanna a morte

Abbandono  : condanna a morte

martedì 3 novembre 2009

Napoli - Randagietto fa pipi', lui lo ustiona con l'acqua bollente. Il vigile guarda e tace.



NAPOLI, 31.10.2009

Per Vincenzo Minuto:
Gli hanno versato addosso volutamente dell'acqua bollente presa al bar. Il motivo? aveva fatto pipì su una bancarella di piaza Garibaldi a Napoli. Era presente un vigile ma non ha fatto niente. Mi sto interessando di coordinare l'azione legale e giuro che la farò pagare cara. Lo stiamo tenendo in pensione. E' un meticcio di Yorkshire maschio ed ha circa 5 anni. Qualcuno mi aiuta a trovargli casa?
Per contatti:

Vincenzo Minuto
330/705448

domenica 1 novembre 2009

Lecce: brucia il cane alla ex


LECCE PRIMA
31 OTTOBRE 2009
MARITO RESPINTO BRUCIA CANE, LASCIA BIGLIETTO MINATORIO
Un 38enne leccese denunciato per stalking. Non accettando la separazione dalla moglie, avrebbe dato sfogo ad ogni genere di minaccia. Comprese irruzioni nel negozio dove lavora urlando davanti a tutti
LECCE – Nel campionario di aberrazioni che sarebbero state messe in atto, non manca neanche la sevizia al più incolpevole di tutti, il cane di casa. Povera bestia, vittima ignara della follia umana. Un 38enne leccese l'avrebbe fatto ritrovare bruciato in una fossa, con allegato tanto di biglietto minatorio. Questo, e molto altro, per non essersi rassegnato ad accettare la separazione voluta dalla moglie. Lo stalker è ora stato denunciato a piede libero, dopo un'indagine portata avanti dalla terza sezione reati contro la persona della squadra mobile di Lecce, che ha raccolto a suo carico sufficienti indizi di colpevolezza per ipotizzare il reato di atti persecutori, previsto dall'articolo 612 bis del codice penale, come noto, di recente introdotto nell'ordinamento italiano.
Vittima delle persecuzioni, un accanimento continuo, una giovane donna, che però, solo dopo aver subito per mesi e mesi i comportamenti molesti e assillanti del marito, ha deciso di sporgere denuncia. Il catalogo, quello di sempre: appostamenti negli ambienti che lei frequentava, compreso il luogo di lavoro, intrusioni nella vita privata e lavorativa alla ricerca di un contatto personale, pedinamenti, telefonate, minacce. Persino quel povero cane finito per diventare vittima sacrificale sull'altare della gelosia (almeno, si presume che l'autore possa essere il 38enne), per non parlare delle scenate nel negozio dove la donna lavorava, senza curarsi della presenza di clienti attoniti. E ad un certo punto, la misura è stata colma. Ecco perché la vittima ha deciso di rivolgersi alla polizia, in particolare al gruppo investigativo specializzato proprio per il reato di stalking della squadra mobile che ha messo finalmente un freno, richiedendo all'autorità giudiziaria l'applicazione a carico dell'ex marito della misura del "divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa", emessa dal gip del tribunale di Lecce su richiesta del pm titolare delle indagini. Un provvedimento divenuto immediatamente esecutivo. Gli agenti della mobile hanno rintracciato il 38enne fuori provincia, per dargli la comunicazione. E una reiterazione di certi comportamenti comporterebbe conseguenze sulla libertà personale.

IL PAESE NUOVO
31 OTTOBRE 2009
Le brucia il cane "per amore" fermato uno stalker
Lecce (Salento) – Non si rassegna alla separazione, la perseguita, le fa scenate infine le brucia il cane, un nuovo caso di stalking fermato dalla Polizia

Un altro caso di stalking è stato scoperto dall' attività di indagine espletata dai poliziotti della Squadra Mobile di Lecce che ha raccolto gravi elementi di responsabilità a carico di un 38enne leccese per il reato di atti persecutori previsto per non essersi rassegnato ad accettare la separazione voluta dalla moglie.

E' il caso dello " stalker respinto" che reagisce ad un rifiuto o ad un abbandono, caso molto frequente e che spesso comporta i danni più gravi per l'incolumità personale della vittima.

Ed infatti la giovane donna, dopo aver subito per mesi e mesi i comportamenti molesti e assillanti, ininterrotti appostamenti negli ambienti da lei frequentati, compreso il luogo di lavoro, intrusioni nella vita privata e lavorativa alla ricerca di un contatto personale, pedinamenti, telefonate, minacce: il cane fatto trovare bruciato in una fossa, con un biglietto minatorio, scenate nel negozio dove lavorava in presenza di clienti attoniti , ha deciso di rivolgersi alla Polizia di Stato di Lecce, in particolare al gruppo investigativo specializzato per il reato di stalking della Squdra Mobile che attraverso una intensa attività di indagine ha messo un freno richiedendo all'Autorità Giudiziaria competente l' applicazione a carico dell'ex marito della misura del divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Lecce su richiesta del P.M. titolare delle indagini.

Il Provvedimento emesso, che è stato immediatamente eseguito dagli agenti della Squadra Mobile che hanno rintracciato l'uomo fuori provincia, ha interrotto il crescendo degli atti persecutori posti in essere dall'uomo.Ora i poliziotti vigilano sull'adempimento del provvedimento e sulla non reiterazione del comportamento che produrrebbe, in capo al soggetto, conseguenze sulla libertà personale.

Sardegna, cagna uccisa con una fucilata in testa, i cuccioli morti di stenti


L'UNIONE SARDA
31 OTTOBRE 2009
Serramanna (VS). Un'esecuzione nei confronti di un esemplare di pastore maremmano
Cagna uccisa con una fucilata in testa
I quattro cuccioli rimasti senza mamma sono morti di stenti
La denuncia dei volontari dell'associazione "Il Randagino": «Chi uccide in quel modo è pericoloso anche per gli uomini».
IGNAZIO PILLOSU
L 'hanno uccisa con una fucilata in testa e, pochi giorni dopo, sono morti anche i cuccioli che stava allattando. A Serramanna è questo il destino che è toccato ad una cagna ed ai suoi figli. L'animale, una femmina di pastore maremmano, era di proprietà di un allevatore, ma da qualche tempo ad occuparsi di lei erano gli animalisti dell'associazione "Il Randagino". «Quella povera cagna è stata uccisa in modo atroce da gente senza un briciolo di umanità che non ha esitato a spararle in testa». È Marcella Ortu, una delle volontarie dell'associazione, ad alzare il velo su quella che è solo l'ultima di una lunga serie di barbarie, resa più grave dalla fine per stenti dei quattro cuccioli troppo piccoli per sopravvivere, ai danni di cani verificatesi a Serramanna.
IN PERIFERIA Teatro della triste vicenda è la periferia di Serramanna, nei pressi del complesso delle case popolari dell'ex Iacp. Dove Marcella Ortu e gli altri attivisti del Randagino prestavano le cure ai cani abbandonati che trovano nei volontari l'antidoto, fatto d'affetto e materiale, contro le ferite dell'abbandono. Crocchette, pasta o altro: alla "tavola" da qualche tempo prendeva anche la povera cagna uccisa a fucilate.
L'ESECUZIONE «Eravamo d'accordo con il padrone, un allevatore, per occuparci anche di lei tanto che avevamo programmato di vaccinarla e sterilizzarla», raccontano quelli del Randagino che, una mattina, trovano la cagna uccisa. I dettagli dell'esecuzione sono da film dell'orrore. «Le hanno letteralmente spappolato il cervello: chi fa una cosa del genere è un pericolo e non solo per gli animali», commenta Rosanna Spano, la presidente del Randagino. La donna, che qualche settimana fa aveva denunciato «la brutta consuetudine di certi cacciatori di abbandonare i loro cani una volta vecchi e incapaci di scovare la selvaggina», anche stavolta non usa giri di parole: «Chi ha fatto questo magari voleva fare uno sgarro al padrone, ma è stata solo vigliaccheria».
I PRECEDENTI Cani impallinati, gatti uccisi a frecciate o con polpette avvelenate: sono solo alcuni episodi della lunga collana di crudeltà verso gli animali denunciati a Serramanna dai volontari del Randagino che raccontano anche un'altra, recentissima, perla: «L'abbandono quasi in diretta di una cagnetta in pieno centro». «Incredibile», racconta Rosanna Spano, «una donna di San Gavino voleva consegnarci un cane che diceva di avere trovato: l'animale era chiaramente suo, voleva disfarsene e infatti dopo il nostro no lo ha abbandonato in una piazza».


prov. di Prato: strage di gatti


IL TIRRENO

30 OTTOBRE 2009

Strage di gatti in via don Bessi a Iolo

Martina Rafanelli

Iolo (PO) - Strage di gatti a Iolo. Da domenica a oggi ne sono morti già quindici e secondo il veterinario che si sta occupando del caso si tratterebbe di avvelenamento. La colonia di 30 gatti di via Bessi, censita dal comune col numero 419, si è già dimezzata e la strage potrebbe continuare. Terribile l'effetto del veleno, che uccide lentamente, provocando emorragie interne e il cui unico antidoto è una dose di vitamina K, efficace solo se l'animale è soccorso per tempo. Si profila quindi un chiaro agguato doloso alla colonia, che ha spinto i gestori della stessa a denunciare l'accaduto. «Dati i risultati delle autopsie - spiega Melissa Pelagatti, una dei gestori della colonia - abbiamo già denunciato il fatto a polizia e carabinieri visto che si tratta di un reato penale». Secondo Melissa Pelagatti il veleno sarebbe stato inserito in dei bocconcini appetitosi lasciati sul posto durante la notte. Resta un mistero per adesso chi possa essere il malfattore. Ad aggravare l'accaduto il fatto che i giardini pubblici, luogo di maggior aggregazione per i gatti, di giorno sono frequentati da persone con altri animali, soprattutto cani, e da molti bambini, esposti anch'essi al rischio di ingerire il cibo avvelenato.

URGENTISSIMO - Stella prima investita, poi avvelenata : se ora torna in strada la ammazzano !!!



Investita e dopo hanno cercato di ucciderla col
veleno.Stella è nata con un destino sfortunatissimo.
Fu investita circa una decina di giorni fà, non ha
riportato lesioni gravi, ma solo tanta paura, non abbastanza
per non fidarsi più della persone.
Poi è andata in calore e i cani hanno iniziato a
seguirla.Subito la feccia ha iniziato a lamentarsi.Come si
risolve il problema?Con il veleno.
Salvata in extremis adesso si trova presso un ambulatorio
per essere curata e sterilizzata ma si sa, non può
diventare la sua casa e dovrà ritornare per strada.
Proprio ieri un vecchio del posto mi ha fermato per
chiedermi quando tronerà "quella cagna bastarda", cosi
può iniziare a prepare "le polpette".
Lo so che è di taglia media,ha meno di due anni, ma è
dolcissima, convive pacificamente con cani e gatti,
cuccioli, si fida ciecamente delle persone e subito fa
amicizia.
Si affida vaccinata, sterilizzata e microcippata, ma al
più presto.
Entro fine settimana dovrà tornare dov'era.
Quindi si cercano anche stalli.FATE GIRARE ANCHE SU
FACEBOOK.
Per info rugiada 3807558938, oppure salerno@oipaitalia.com


Blitz all'impianto di cattura due denunce della Forestale.


LOTTA AL BRACCONAGGIO. L'installazione avrebbe dovuto servire per scopi scientifici
Sequestrati uccelli vivi e morti destinati al mercato clandestino: la struttura del Giogo del Maniva doveva solo inanellare e liberare.
La scorsa settimana i colleghi del Nucleo operativo antibracconaggio avevano messo i sigilli su un roccolo autorizzato dalla Provincia in funzione a Vezza d'Oglio; nelle ultime ore, invece, gli agenti del «Nipaf», il Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale, costituito sempre da uomini del corpo forestale dello Stato, sono dovuti intervenire, con un altro sequestro, per un episodio ancora più grave. Nel mirino sono finiti i gestori (sempre autorizzati dalla Provincia) di un impianto di cattura e inanellamento scientifico a cavallo tra Valsabbia e Valtrompia.
LA STRUTTURA, installata al Giogo del Maniva, nel territorio di Bagolino, aveva l'esclusivo scopo di catturare con le reti gli uccelli di passo per catalogarli, sottoporli a misure biometriche e inanellarli per liberarli subito dopo. Invece, gli investigatori del Nipaf hanno scoperto che sarebbe servito anche ad alimentare un fiorente traffico di uccelli vivi e morti; protetti e non. L'impianto era stato installato in un'area di grande rilevanza per il passo dell'avifauna, nella quale in tempi recentissimi la Provincia (dopo una serie di diffide e ricorsi al Tar da parte delle associazioni ambientaliste) aveva instituito il divieto di caccia alla selvaggina migratoria.
Ma veniamo all'operazione, che si è conclusa dopo un lungo appostamento e che ha portato alla chiusura e al sequestro dell'impianto e alla denuncia di E.B., un pezzazese, e di G.B., residente al Villaggio Prealpino di Brescia, per uccellagione e maltrattamento degli animali. Ora il magistrato dovrà valutare se estendere le accuse anche al peculato e al furto ai danni del patrimonio indisponibile dello Stato.
Gli agenti sono intervenuti a colpo sicuro dopo aver osservato i movimenti del gestore della struttura e del suo collaboratore: attivi per tutta la mattinata, avevano lasciato l'area a mezzogiorno per ripresentarsi alle 15. A quel punto è scattato il controllo. Che ha portato alla scoperta di una trentina di esemplari vivi tra fringuelli, tordi sasselli, frosoni e peppole appena catturati, non inanellati e chiusi in sacchetti di tela pronti per essere venduti. Poi si è passati alle automobili: sulla Chevrolet di E.B. erano occultati 75 uccelli morti (cinciallegre, frosoni e pettirossi), mentre sulla Punto di G.B. erano nascosti altri volatili vivi: 21 frosoni, 13 peppole, 7 tordi sasselli, 4 fringuelli, un tordo bottaccio e una beccaccia morta.
INEVITABILE a quel punto la richiesta di perquisizione domiciliare autorizzata dal pm di turno, Alessandra Marucchi. E anche quest'ultima operazione ha avuto un esito positivo. Nel congelatore del pezzazese, conservati con cura in cinque contenitori di vetro con etichette di datatura, c'erano tra gli altri esemplari 16 balie nere, 14 prispoloni e 29 pispole, mentre in quello del bresciano gli agenti del Nipaf hanno trovato 33 pettirossi, 20 fringuelli, 6 peppole, 4 tordi bottacci, 7 regoli, 1 scricciolo, un codirosso e persino un martin pescatore.

sabato 31 ottobre 2009

Roma - Cucciolotta abbandonata gettata dal finestrino dell'auto !

QUESTA DOLCISSIMA CUCCIOLINA E' STATA GETTATA IN STRADA DA UNA MACCHINA A TORRE ANGELA, CASILINA, VENERDI SERA 30 OTTOBRE. HA ANCORA I DENTINI DA LATTE PERCIO' E' PROPRIO PICCOLINA. HA UNA GRANDE PANCIA E LE SI CONTANO LE COSTOLE. DOMANI LA PORTEREMO DAL VETERINARIO PER FARLA CONTROLLARE.. CREDO DIVENTI UNA TAGLIA MEDIA O MEDIO-PICCOLA. CERCHIAMO PER LEI UNO STALLO O MEGLIO ANCORA UNA ADOZIONE DEFINITIVA. COSI PICCOLA HA GIA SUBITO UN ABBANDONO ED ORA MERITA SOLO TANTO AMORE.
ELISABETTA 3936408813

venerdì 30 ottobre 2009

Caserta , Mondragne - Me li hanno sterminati tutti e 10

Chi compie atti di tale crudelta' contro animali indifesi ha una pericolosa devianza mentale, è pericoloso per la societa'.

Quattro giorni fa, ore 17:00, nella via Sancello di Mondragone, Caserta, in un terreno abbandonato venivano sparse delle polpette avvelenate proprio dove io e il mio fidanzato da più di un anno ci prendiamo cura di dieci cani \"randagi\", gli portavamo da mangiare e trascorrevamo del tempo con loro il nostro era un rapporto particolare a loro bastava sentire il rumore della macchina che arrivava per correrci incontro e le persone della zona erano tutti meravigliati dal particolare feeling che ci legava,eravamo una famiglia e io li amavo più della mia stessa vita. Abbiamo ricevuto tante minaccie ma non abbiamo mai mollato.Tutti i giorni Napoli-Mondragone, Mondragone-Napoli dal lunedì alla Domenica sempre con loro e non mancavano mai all\`appuntamento. Tanti sacrifici, alcuni di loro erano molto piccoli tanto che avevo paura per i mille pericoli che si incontrano per strada per me erano come figli. L\`ultimo cagnolino l\`abbiamo trovato proprio in questo terreno abbandonato chiuso in un cassetto,aveva un paio di mesi.Lo abbiamo salvato.L\`ho visto crescere,molti di loro ho visto crescere,ci sono stata al suo primo abbaio,quando ha cambiato i dentini io c\`ero era tutta la mia vita,Cipo.
A qualcuno forse davano fastidio o davamo fastidio noi è ha deciso di sterminarli,ha fatto una strage e questa strage ha sconvolto letteralmente la mia vita, ha trafitto il mio cuore, ha cancellato tutte le mie ragioni di vita e tutti i miei sogni.Cipo,Cipa,Bamba,nanà,wisky,cane(bobby),bianca,scamby,scambina,indy questi sono i nomi dei miei dieci piccoletti di queste vite distrutte da un misto di veleni potenti che facevano da copertura a della carne macinata un vero e proprio tranello un inganno per delle povere vite innocenti,uno strazio la succesiva morte la loro sofferenza immeritata per delle creature di una bontà e un intelligenza inimmaginabile.
Il giorno 26 Ottobre sono morti la maggior parte dei miei piccoletti l\`ultimo in tarda serata il più piccolino,il mio unico grande amore,Cipo.Volevo fare tanto per loro ma non me ne hanno dato la possibilità,hanno distrutto tutti i miei sogni e per me è una storia che vale la pena essere raccontata.La cosa è stata denunciata da me personalmente alla caserma della zona i quali militari sono accorsi, dopo una mia segnalazione, per accertarsi della cosa e per effettuare i rilevamenti.Il giorno seguente,cioè ieri,ci siamo recati a Mondragone dove nel primo pomeriggio a seguito di un avvenimento un pò strano ho trovato le polpette ricoperte di veleno e ho provveduto subito a raccoglierle e portarle ai carabinieri i quali hanno preso il prodotto per farlo analizzare.Dopo questo purtroppo ci hanno rimesso la vita altri due cani.Una storia assurda,tante vite innocenti spezzate e la mia segnata per sempre.
Vorrei che la mia storia venisse raccontata perchè le descrizioni che ho fornito sopra sono solo la metà di quello che ha condiviso le nostre vite.Voglio gridare a tutti il mio dolore voglio che tutti sappiano il vuoto che è rimasto in quel posto freddo,come è tagliente come è assurdo.Questo essere mi ha tolto quella chè per me era una famiglia.La mia ragione di vita.

Il dolore, la denuncia, di Veraunica.
veraunica@alice.it







BIKI bruciato, torturato, trascinato da un motorino..

E' giovedì sera: dopo aver lavorato tutto il giorno, riuscendo ancora una volta a non farci licenziare a causa delle 40 telefonate e delle 200 mail, credevamo, a torto che la giornata fosse finita.
Invece una telefonata; "Venite c'è un cane sdraiato in mezzo alla strada alla Ferrovia..."
CI siamo precipitate ed abbiamo visto Biki: un piccolo spinoncino chiaro di circa 12 kili sdraiato a terra, immobile, solo gli occhi a seguire i nostri movimenti con lo rassegnazione di chi da un momento all'altro si aspetta l'ennesimo calcio o un'altra bastonata.
Una specie di essere umano esce da una casa di fronte: "Ho visto dei ragazzi che lo trascinavano con una corda dietro un motorino...", Biki, non riuscendo più a stare in piedi si faceva portare in giro come una busta di plastica impigliata nel paraurti di un auto.
Lo raccogliamo, il cuoricino batte all'impazzata per il terrore, ma non ha la forza di scappare, gli occhi si chiudono ed in quel momento notiamo le sue zampe: escoriate e piene di cicatrici....
Una corsa dal veterinario ci conferma l'orrendo sospetto: sulle zampe sono TUTTE BRUCIATURE DI SIGARETTE!
Per LA PRIMA VOLTA SIAMO CONTENTE CHE QUESTO CANE SIA STATO ABBANDONATO, ALMENO ha smesso di essere torturato.
Biki è ricoverato, le ferite sono lievi ma è disdratato e sotto choc: quando il veterinario ha allungato la mano per toccarlo si è fatto la pipì addosso.
Tra un paio di giorni quando verrà dimesso gli faremo anche delle foto, nel frattempo aiutateci a diffondere questo appello per far si che uscito dalla clinica possa finalmente cominciare a dimenticare.
Stasera ancora una volta abbiamo dovuto vergognarci di appartenere alla razza umana.
Biki verrà affidato a Napoli o al centro nord, vaccinato e microchippato solo a persone affidabili e disponibili a controlli pre e post affido, alla firma del regolare modulo di adozione ed a mantenere i contatti con noi volontarie.
Per info scrivere una mail a irenemagni@libero.it o telefonare ESCLUSIVAMENTE giorni feriali 3384307229 - 3280997426 (ore 17-19)
SI PREGA RISPETTARE GIORNI ED ORARI


giovedì 29 ottobre 2009

Puglia - Vecchia, cieca, malata.....buttiamola nella spazzatura !!!!!


« Cercasi amore urgentemente!

IN PUGLIA SUCCEDE ANCHE QUESTO....!!!!!

Post n°374 pubblicato il 29 Ottobre 2009 da tigre.grintosa

SEI VECCHIA?
SEI MALATA?
SEI CIECA?
SEI PIENA DI TUMORI, ROGNOSA E LEISHMANIOTICA?
SEI AGLI SGOCCIOLI DELLA TUA MISERA VITA? .........................................................
NON SO PIU' COSA FARMENE DI TE E TI BUTTO DIETRO AL CASSONETTO!!!!

Leporano 28 ottobre
E proprio vero il vecchio detto: Non c'è mai fine al peggio!!!
E quando pensi di aver visto tutto, quando sei convinta che niente potrà più farti inorridire....ecco che succede qualcosa che smentisce le tue convinzioni: " I cani abbaiano, c'è qualcuno al cancello, volevo fare una pennichella ma....quando mai?!!!!!
C'è Angelo al cancello....mmmm.....brutta espressione....non ha voglia di chiacchierare..."c'è un cagnolino che sta male dietro il cassonetto di v.le Kennedy"- mi dice.
Forse sarà stato investito...forse è il cane di mio cugino...forse quello di zia Lella....arrivo!
Arrivo....quattro ossicine ansimanti buttate su un letto di foglie marce dietro il cassoneto!


L'ho vista tante di quelle volte che la riconosco subito....ma noi animalisti siamo dei pazzi e io voglio credere che il nostro "incontro" possa cambiarti la vita, povera scricciola...
L'avvolgo nell'asciugamano e smette di ansimare, solleva la testa e ci guarda....ho come l'impressione che sappia che adesso è al sicuro.
Solamente un'ora tra me e te.
Anche lui l'ha capito subito: il mio coraggioso vet che quasi mai si arrende alla morte....che tanti gliene ha sottratti dalle rapaci mani... Solamente un'ora ... e tutto quello che abbiamo potuto darti..io...Angelo...l'indomito vet, è stata la dignità di morire senza che altri dolori contorcessero il tuo corpicino.
Ci sarà sempre un posto per te nel mio cuore....Scricciola."

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GUIDO, CUCCIOLONE DERIVATO BEAGLE - ABBANDONATO E SCACCIATO DA TUTTI! CERCA CASA URGENTEMENTE

PER INFO Silvia

sditocco@yahoo.it - 347/3697968.

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E' stato abbandonato in un paesino vicino Frosinone. Lui correva dietro tutte le macchine, in cerca del bastardo che l'ha scaricato. Qualcuno ha cercato ai allontanarlo perche"dava fastidio" in quanto voleva giocare con i bambini del paese...

Si vede che è un cane abituato a stare in casa: mangia dalle mani educatamente, non sporca, è affettuosissimo e va d'accordo con gli altri cani. E' ancora un cucciolone!!!!

Mi aiutate a trovargli casa?

Si trova a Roma ma è adottabile in tutt'Italia previo firma modulo d'adozione e disponibilità a controlli pre e post- affido.

Per maggiori informazioni potete srivere a sditocco@yahoo.it o chiamare al 347/3697968.

Grazie a tutti per il passaparola

Silvia

Novara - Sequestrato un allevamento abusivo con 109 cani importati dalla Polonia


I forestali di Oleggio hanno messo sotto sequestro un allevamento abusivo, con 109 cani cuccioli e adulti, importati dalla Polonia. La struttura, situata ai margini del comune dell'Ovest Ticino, era totalmente priva di autorizzazione sanitaria e si avvaleva della complicità di un veterinario di Varallo Pombia, che si occupava di registrare gli animali all'anagrafe canina, anche emettendo fatture per l'inserimento dei microchip; operazione che, di fatto, veniva eseguita dai due titolari dell'allevamento. I tre sono stati denunciati alla Procura della Repubblica. "Anche i box, i recinti e le strutture entro le quali i cani venivano allevati sono risultati del tutto abusivi, privi cioè di qualsiasi autorizzazione edilizia e di permesso di costruire. Durante le indagini è stato inoltre accertato che i cani venivano venduti senza che venisse rilasciata alcuna fattura o ricevuta, con conseguente evasione degli oneri fiscali, per un importo verificato in parecchie migliaia di euro".
La pubblicità dell'allevamento avveniva principalmente attraverso INTERNET, grazie alla pubblicazione di decine di annunci su portali web specializzati, facenti capo a numerose utenze di telefonia mobile, tutte riconducibili ai due "titolari" dell' allevamento: gli acquirenti arrivavano numerosi, soprattutto dalla vicina Lombardia, attratti dai prezzi estremamente convenienti.
Nell'allevamento sono stati trovati ben 109 cani di varie razze (west highland white terrier, maltesi, san bernardo, labrador, pinscher, barboncini, sharp pei), messi sotto sequestro e "valutate le buone condizioni degli animali – spigano i forestali - affidati agli stessi allevatori i quali tuttavia non potranno venderli, né potranno allevarne altri".
"Le indagini puntano ora – dicono al Comando Provinciale della Forestale di Novara – ad accertare la provenienza dei cani. E' infatti risaputo che esiste da anni un fiorente commercio di cuccioli importati illegalmente dai Paesi dell' Est Europa; i cagnolini vengono sottratti alle madri, utilizzate come vere e proprie macchine riproduttrici, ad una età tenerissima, molto inferiore a quella minima prevista dalla legge. Di conseguenza, vengono trasportati senza le prescritte vaccinazioni e in uno stato di salute precario, spesso in condizioni pessime, all'interno di casse o sottofondi. Molti di essi muoiono durante il viaggio o appena giunti in Italia, e molti altri – anche per essere stati privati delle difese immunitarie trasmesse dalla madre – soccombono dopo poche settimane. Tutto questo ovviamente viene fatto per denaro: i cuccioli vengono venduti in Italia al corrente prezzo di mercato, da alcune centinaia di euro in su, secondo la razza, ma in realtà vengono acquistati all'estero per pochi euro, conseguendo profitti altissimi."
Il business risulta fiorente e gli stessi agenti della Forestale di Oleggio avevano, pochi giorni fa, denunciato alla Procura della Repubblica di Milano il titolare di un negozio di animali, responsabile di aver importato dall'Ungheria dei cuccioli di cane, prima che compissero l' età minima prevista dalle vigenti normative (3 mesi e mezzo), falsificandone la data sui "passaporti" dei cani.







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